Autostima e autoefficacia

Perché alcuni studenti, pur essendo preparati, si bloccano davanti a una verifica, mentre altri affrontano con fiducia anche le materie più difficili? E perché un brutto voto può essere vissuto da qualcuno come un semplice ostacolo e da qualcun altro come la conferma di ‘non valere abbastanza’? La risposta non dipende soltanto dall’intelligenza o dall’impegno, ma anche da due importanti risorse psicologiche: l’autostima e l’autoefficacia. Comprendere cosa sono, in cosa si differenziano e come influenzano il percorso scolastico è fondamentale per aiutare bambini e ragazzi a sviluppare fiducia nelle proprie capacità e costruire un rapporto più sano con l’apprendimento.

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Regole e obiettivi a scuola

Perché alcuni studenti rispettano le regole e raggiungono gli obiettivi scolastici con facilità, mentre altri sembrano ignorarli sistematicamente? La risposta potrebbe dipendere meno dalla volontà degli alunni e più da come regole e obiettivi vengono costruiti e applicati.

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La dipendenza da videogiochi

Perché alcune persone riescono a spegnere la console senza difficoltà, mentre altre continuano a giocare nonostante problemi scolastici, lavorativi o relazionali? La risposta potrebbe trovarsi nel modo in cui il cervello impara a gestire il disagio emotivo.

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Il disagio adolescenziale

Non tutti gli adolescenti che soffrono chiedono aiuto. Alcuni smettono di parlare. Altri smettono di mangiare. Altri ancora trasformano il proprio corpo nel luogo in cui esprimere un dolore che non riescono a raccontare. Autolesionismo, disturbi alimentari e disagio psicologico non sono fenomeni isolati, ma manifestazioni diverse di una sofferenza che interessa un numero crescente di giovani. Comprenderne le cause e riconoscerne precocemente i segnali rappresenta oggi una responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e professionisti della salute mentale.

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L’ADHD

Un ragazzo che continua a guardare fuori dalla finestra a scuola. Un suo compagno invece non riesce a stare fermo: continua a tamburellare sul banco, a parlare o a distrarsi. Un uomo è seduto sul divano: continua a procrastinare un impegno che dovrebbe portare a termine da giorni. Un altro, è da ore che suona in casa sua, senza mai interrompersi. Cosa hanno in comune tutti loro? Tutti hanno ricevuto una diagnosi di ADHD. Ma cos'è davvero? Scopriamolo insieme.

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Il Disturbo Oppositivo Provocatorio

«Non ascolta mai», «Fa sempre il contrario», «Sembra provocare apposta». Queste sono alcune delle frasi che insegnanti e genitori utilizzano frequentemente per descrivere bambini e ragazzi che manifestano comportamenti oppositivi. Tuttavia, dietro atteggiamenti apparentemente provocatori può nascondersi una condizione psicologica ben definita: il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP). Comprendere le caratteristiche di questo disturbo è fondamentale per gli insegnanti, poiché una gestione educativa adeguata può contribuire significativamente a ridurre i comportamenti problematici e favorire lo sviluppo di competenze emotive, relazionali e scolastiche più adattive.

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